METODO PUNTO DI ROTTURA | PERCORSO FAME EMOTIVA
QUANDO REGGI TUTTO IL GIORNO E POI PERDI IL CONTROLLO PROPRIO SUL CIBO
Durante il giorno riesci a controllarti.
Segui quello che avevi deciso.
Gestisci lavoro, impegni e responsabilità.
Sai perfettamente cosa vorresti fare.
Poi arriva un momento diverso.
Stanchezza.
Stress.
Tensione.
Solitudine.
Fine giornata.
E quello che fino a poco prima sembrava sotto controllo diventa improvvisamente molto più difficile da gestire.
Il Percorso Fame Emotiva del Metodo Punto di Rottura lavora proprio su questa sequenza: sul momento in cui uno stato interno comincia a trasformarsi in urgenza e il cibo diventa una risposta automatica.
IL PROBLEMA NON È SOLO COSA MANGI. È QUELLO CHE SUCCEDE PRIMA DI PERDERE IL CONTROLLO.
Ricevo in presenza a Carpi e Viareggio.
QUANDO IL CIBO DIVENTA IL PUNTO IN CUI SCARICHI LA PRESSIONE
La fame emotiva non coincide necessariamente con l’avere sempre fame o con il mangiare continuamente.
Molte volte il problema compare in momenti molto specifici.
Hai resistito tutto il giorno.
Sei stanca.
Qualcosa ti ha messo sotto pressione.
Finalmente sei sola.
Oppure senti di aver già “rovinato tutto”.
Ed è lì che può partire una sequenza rapida:
pressione → tensione → impulso → cibo → sollievo → conseguenze.
Puoi ritrovarti a mangiare più velocemente del previsto, continuare anche quando avevi deciso di fermarti, cercare proprio alcuni alimenti oppure sentire che, una volta iniziato, interrompere diventa difficile.
Dopo può arrivare la sensazione di aver perso nuovamente il controllo.
L’obiettivo non è semplicemente sapere cosa sarebbe meglio mangiare.
Spesso lo sai già.
Il problema è che nel momento critico il comportamento può diventare più forte dell’intenzione che avevi fino a pochi minuti prima.
NON È IL CIBO A COMPARIRE ALL’IMPROVVISO. PRIMA C’È QUASI SEMPRE UNA SEQUENZA.
IL PROBLEMA NON È SOLO IL CIBO. È LA SEQUENZA CHE LO RENDE UNA RISPOSTA AUTOMATICA.
Quando perdi il controllo con il cibo, spesso non succede davvero “senza motivo”.
Prima si attiva una sequenza.
Pressione → stato interno → impulso → comportamento → sollievo → conseguenze.
Per esempio:
Hai accumulato tensione durante la giornata.
Sei stanca.
Ti senti frustrata, vuota o sovraccarica.
Compare il desiderio di mangiare qualcosa di specifico.
Inizi.
Per qualche momento l’attivazione si abbassa.
Poi può arrivare il senso di aver perso di nuovo il controllo.
In altri casi il passaggio può essere ancora più rapido:
“Ormai ho iniziato.”
“Oggi è andata.”
“Da domani ricomincio.”
E proprio quel pensiero può trasformare un episodio contenuto in una sequenza molto più ampia.
Il cibo può quindi diventare una risposta immediata a uno stato interno, anche quando razionalmente avevi deciso di fare altro.
PIÙ L’IMPULSO PRENDE FORZA, PIÙ DIVENTA DIFFICILE RICORDARE LA DECISIONE CHE AVEVI PRESO PRIMA.
DOVE SI TROVA IL PUNTO DI ROTTURA CON IL CIBO
Il Punto di Rottura non coincide necessariamente con il momento in cui stai già mangiando.
Spesso arriva prima.
È il passaggio in cui uno stato interno comincia a trasformarsi in urgenza e il cibo acquista improvvisamente molta più forza.
Può essere:
la fine di una giornata molto pesante,
un momento di solitudine,
una tensione che continua ad aumentare,
la sensazione di meritare finalmente qualcosa,
il pensiero “ormai ho rovinato tutto”,
il momento in cui inizi a cercare mentalmente cosa potresti mangiare.
È lì che diventa importante lavorare.
Perché riconoscere prima quella sequenza permette di costruire progressivamente un margine tra ciò che senti e ciò che fai con il cibo.
IL PUNTO DI ROTTURA È IL MOMENTO IN CUI IL CIBO SMETTE DI ESSERE UNA SCELTA E COMINCIA A SEMBRARE UNA NECESSITÀ.
Il lavoro psicologico non consiste nel prescrivere una dieta o stabilire cosa devi mangiare.
L’obiettivo è comprendere e modificare i processi emotivi e comportamentali che rendono il cibo una risposta automatica in alcuni momenti.
COME SI LAVORA SULLA PERDITA DI CONTROLLO CON IL CIBO
Una volta individuata la sequenza che precede l’episodio, il lavoro si concentra sui passaggi in cui tensione, impulso e comportamento iniziano a rinforzarsi reciprocamente.
Il percorso viene adattato alla persona e alla situazione, mantenendo la struttura del Metodo Punto di Rottura.
1. MAPPARE
Ricostruiamo quando compare più facilmente la perdita di controllo: situazioni, momenti della giornata, stati emotivi, pensieri, sensazioni corporee, impulsi e comportamenti che tendono a ripetersi.
2. INTERROMPERE
Lavoriamo per riconoscere prima il momento in cui l’impulso comincia a crescere e creare un primo margine prima che il comportamento diventi automatico.
3. MODIFICARE
Individuiamo ciò che mantiene la sequenza e costruiamo modalità alternative di risposta agli stati interni che normalmente portano verso il cibo.
4. TRASFERIRE
Il lavoro viene portato nella vita quotidiana attraverso prescrizioni ed esperimenti concordati: osservazione dei trigger, gestione dei momenti critici e sperimentazione di risposte differenti.
5. CONSOLIDARE
Verifichiamo cosa è cambiato, quali situazioni continuano a essere più fragili e come affrontare eventuali riattivazioni senza trasformarle automaticamente in una nuova perdita di controllo.
L’obiettivo psicologico non è prescrivere un regime alimentare né perseguire direttamente il peso. Il focus è il rapporto tra stati interni, impulso e comportamento alimentare nei momenti in cui il controllo diventa più difficile.
QUANDO PUÒ ENTRARE L’IPNOSI CLINICA
In alcuni episodi di fame emotiva, sapere razionalmente cosa fare non è sufficiente perché il comportamento è strettamente collegato allo stato interno del momento.
Stress.
Tensione.
Stanchezza.
Urgenza.
Bisogno di sollievo.
Quando è coerente con il bersaglio clinico, l’ipnosi può essere integrata nel percorso come uno degli strumenti di lavoro.
Può essere utilizzata per lavorare sulla regolazione, sull’attivazione interna e sulla possibilità di sperimentare modalità differenti di risposta nei momenti in cui l’impulso tende a prendere forza.
Non viene utilizzata automaticamente in ogni seduta e non serve a eliminare la fame, creare avversione per il cibo o sostituire un intervento nutrizionale quando necessario.
Viene scelta in funzione della persona, del problema e della fase del percorso.
L’OBIETTIVO NON È CONTROLLARE IL CIBO CON PIÙ FORZA. È AVERE PIÙ POSSIBILITÀ DI SCELTA QUANDO ARRIVA L’IMPULSO.
QUANDO PUÒ ESSERE UTILE LAVORARE SULLA FAME EMOTIVA E SULLA PERDITA DI CONTROLLO
Questo percorso può essere preso in considerazione quando il problema principale riguarda il rapporto tra stati emotivi, impulso e comportamento alimentare.
Può avere senso, per esempio, quando ti accorgi che:
mangi soprattutto nei momenti di stress o stanchezza;
la sera diventa il momento più difficile;
alcuni stati emotivi aumentano improvvisamente il bisogno di mangiare;
una volta iniziato fai fatica a fermarti;
il pensiero “ormai ho rovinato tutto” tende ad amplificare l’episodio;
usi il cibo per ottenere sollievo, calma o una pausa;
riconosci perfettamente la sequenza, ma nel momento critico diventa difficile interromperla.
A volte il punto di partenza è semplicemente:
“So che non ho davvero bisogno di mangiare, ma in quel momento è come se fosse l’unica cosa che voglio fare.”
QUANDO SERVE UNA VALUTAZIONE PIÙ AMPIA
La perdita di controllo con il cibo non coincide automaticamente con la fame emotiva.
Quando sono presenti restrizioni alimentari importanti, abbuffate ricorrenti, condotte compensatorie o di eliminazione, forte preoccupazione per peso e immagine corporea, alterazioni significative dello stato nutrizionale o altri elementi che fanno pensare a un Disturbo del Comportamento Alimentare, è necessario approfondire la situazione e valutare il tipo di presa in carico più appropriato.
Questi sono aspetti che il Ministero della Salute ricomprende nella valutazione dei DCA.
In questi casi il Percorso Punto di Rottura non viene proposto automaticamente come intervento autonomo.
Può essere necessario un lavoro specifico o integrato con altri professionisti.
COME SI INIZIA IL PERCORSO FAME EMOTIVA
Non devi arrivare sapendo se ciò che vivi sia fame emotiva, perdita di controllo alimentare o un problema diverso.
Il primo colloquio serve a comprendere cosa sta succedendo, individuare la sequenza prioritaria e valutare se il Percorso Fame Emotiva del Metodo Punto di Rottura sia appropriato.
PRIMO COLLOQUIO
65 €
Ricostruiamo il problema, individuiamo quando e come compare la perdita di controllo e definiamo un possibile bersaglio di lavoro.
PERCORSO SPECIALISTICO PDR
150 €
Quando indicato, il percorso prosegue con un primo ciclo di cinque incontri specialistici focalizzati sul problema individuato.
Il lavoro può integrare colloquio psicologico, intervento sul comportamento, prescrizioni tra le sedute e, quando indicata, ipnosi clinica.
VERIFICA
5ª SEDUTA DEL CICLO
Durante la quinta seduta continuiamo il lavoro e verifichiamo ciò che è cambiato, quali situazioni rimangono più fragili e quale sia il passo successivo più appropriato.
Il primo colloquio è autonomo e non è compreso nel ciclo specialistico.
Il ciclo PDR di cinque incontri definisce una prima struttura di lavoro e non rappresenta una promessa di risoluzione del problema in cinque sedute.
Ricevo in presenza a Carpi e Viareggio.
Chi sono
Dr. Matteo Pulega
PSICOLOGO DEL COMPORTAMENTO | IPNOSI CLINICA
Lavoro con persone che, nei momenti di maggiore pressione emotiva, si ritrovano a ripetere comportamenti che conoscono e comprendono, ma che diventano difficili da interrompere proprio quando conta.
Nel rapporto con il cibo questo può significare arrivare a fine giornata stanchi, tesi o sovraccarichi e ritrovarsi a mangiare in modo automatico, cercando sollievo o perdendo il controllo rispetto a ciò che si era deciso.
Il mio lavoro si concentra sul passaggio tra stato interno, impulso e comportamento.
Ho sviluppato il Metodo Punto di Rottura per organizzare questo lavoro in modo focalizzato, integrando colloquio psicologico, intervento sul comportamento, prescrizioni operative e, quando indicata, ipnosi clinica.
- ISCRIZIONE ORDINE PSICOLOGI EMILIA-ROMAGNA N. 12679 A
- FORMAZIONE IN IPNOSI CLINICA NEO-ERICKSONIANA
- MASTER IN PSICOLOGIA DEL LAVORO E DELLE ORGANIZZAZIONI
- MASTER IN NUTRIZIONE CLINICA
- LAUREA IN ECONOMIA AZIENDALE
NON DEVI CONTROLLARTI DI PIÙ. DEVI CAPIRE DOVE IL CONTROLLO COMINCIA A SALTARE.
Se continui a riconoscere la stessa sequenza — pressione, tensione, impulso, cibo, sollievo, conseguenze — il primo passo è capire dove quella sequenza comincia a prendere forza.
Non devi sapere in anticipo se ciò che vivi sia fame emotiva, perdita di controllo alimentare o un problema diverso.
Il primo colloquio serve a comprendere cosa sta succedendo e a valutare quale lavoro sia più appropriato.