METODO PUNTO DI ROTTURA | PERCORSO RELAZIONI
QUANDO SAI CHE DOVRESTI PRENDERE DISTANZA, MA CONTINUI A CERCARE L’ALTRO.
Hai già capito molte cose della relazione.
Sai che quel messaggio probabilmente non ti farà stare meglio.
Sai che controllare, aspettare una risposta o cercare continuamente rassicurazioni ti tiene agganciata.
Sai che vorresti reagire diversamente.
Eppure, quando arriva il silenzio, la distanza o la paura di perdere l’altro, la lucidità si riduce e l’urgenza prende forza.
Il Percorso Relazioni del Metodo Punto di Rottura lavora proprio su questa sequenza: sul momento in cui la relazione smette di essere soltanto qualcosa che pensi e diventa qualcosa a cui reagisci automaticamente.
IL PROBLEMA NON È SOLO QUELLO CHE PROVI. È QUELLO CHE SUCCEDE QUANDO QUELLO CHE PROVI DIVENTA URGENZA.
Ricevo in presenza a Carpi e Viareggio.
QUANDO LA DISTANZA DELL’ALTRO DIVENTA DIFFICILE DA TOLLERARE
Il problema non si presenta sempre come una relazione apertamente problematica.
A volte nella vita quotidiana funzioni normalmente, lavori, prendi decisioni e riesci a gestire molte situazioni.
Poi succede qualcosa nella relazione.
Un messaggio non arriva.
La risposta cambia tono.
L’altro prende distanza.
Compare un dubbio.
Senti che qualcosa non è più come prima.
Ed è lì che può iniziare una sequenza molto rapida:
pensi → controlli → cerchi segnali → aumenta l’ansia → cerchi rassicurazione → reagisci.
Può significare scrivere ancora, controllare il telefono, cercare spiegazioni, ricostruire ogni dettaglio, cedere su un limite che avevi deciso di mantenere oppure riavvicinarti proprio quando avevi deciso di prendere distanza.
Non perché tu non abbia capito cosa sta succedendo.
Spesso lo hai capito benissimo.
Nel momento di maggiore attivazione sapere cosa sarebbe meglio fare può non essere sufficiente per riuscire a farlo.
SAI COSA VORRESTI FARE. MA QUANDO TEMI DI PERDERE L’ALTRO, QUALCOSA CAMBIA.
IL PROBLEMA NON È SOLO LA RELAZIONE. È LA SEQUENZA CHE SI ATTIVA DENTRO DI TE.
Quando qualcosa cambia nella relazione, spesso non reagisci direttamente a ciò che è successo.
Prima si attiva una sequenza.
Distanza → interpretazione → attivazione → urgenza → comportamento automatico.
Per esempio:
L’altro risponde meno.
Cominci a chiederti cosa significhi.
Cerchi segnali che confermino o smentiscano il dubbio.
L’ansia aumenta.
Senti il bisogno di fare qualcosa subito.
Ed è proprio in quel momento che può diventare difficile fermarti.
Scrivi.
Controlli.
Chiedi spiegazioni.
Cerchi rassicurazione.
Torni indietro su una decisione.
Accetti qualcosa che avevi deciso di non accettare.
Oppure reagisci in modo molto più intenso di quanto avresti voluto.
Il comportamento dà spesso un sollievo immediato, ma può rinforzare la stessa sequenza che vorresti interrompere.
PIÙ L’URGENZA AUMENTA, PIÙ LO SPAZIO PER SCEGLIERE SI RIDUCE.
DOVE SI TROVA IL PUNTO DI ROTTURA NELLE RELAZIONI
Il Punto di Rottura non coincide necessariamente con il messaggio che invii, con la telefonata, con il controllo o con il momento in cui torni sui tuoi passi.
Spesso arriva prima.
È quel passaggio in cui una situazione relazionale comincia a trasformarsi in urgenza.
Può essere:
un silenzio che inizi a interpretare,
una sensazione fisica che aumenta,
il bisogno di controllare il telefono,
la paura improvvisa di perdere l’altro,
la necessità di avere subito una risposta,
la sensazione che aspettare sia insopportabile.
È lì che diventa importante lavorare.
Perché quando impari a riconoscere prima quella sequenza, puoi iniziare a creare un margine tra ciò che senti e ciò che fai.
IL PUNTO DI ROTTURA È IL MOMENTO IN CUI L’URGENZA COMINCIA A DECIDERE AL POSTO TUO.
Il lavoro non consiste nel diventare freddi, distaccati o nel “non avere bisogno di nessuno”.
L’obiettivo è riuscire progressivamente a mantenere più lucidità e possibilità di scelta anche quando la relazione ti attiva molto.
COME SI LAVORA SUGLI AUTOMATISMI RELAZIONALI
Una volta individuata la sequenza che tende a ripetersi, il lavoro si concentra sul comportamento concreto che diventa difficile interrompere quando aumenta l’attivazione emotiva.
Il percorso viene adattato alla persona e alla situazione, ma segue la struttura del Metodo Punto di Rottura.
1. MAPPARE
Ricostruiamo ciò che accade prima della reazione: situazioni, pensieri, segnali corporei, interpretazioni, urgenze e comportamenti che tendono a ripetersi.
2. INTERROMPERE
Lavoriamo per riconoscere prima il momento in cui l’attivazione cresce e creare spazio prima di scrivere, controllare, chiedere rassicurazioni, cedere su un limite o reagire impulsivamente.
3. MODIFICARE
Individuiamo ciò che mantiene la sequenza e costruiamo risposte alternative più coerenti con ciò che vuoi fare davvero nella relazione.
4. TRASFERIRE
Il lavoro viene portato nelle situazioni reali attraverso prescrizioni ed esperimenti concordati: attese, confini, gestione del contatto, risposta ai trigger e osservazione delle proprie reazioni.
5. CONSOLIDARE
Verifichiamo cosa è cambiato, quali situazioni continuano ad attivarti maggiormente e come affrontare eventuali riattivazioni senza tornare automaticamente alla vecchia sequenza.
L’obiettivo non è stabilire al posto tuo se una relazione debba continuare o terminare. Il lavoro psicologico riguarda il modo in cui riesci a osservare, valutare e scegliere quando la relazione attiva reazioni molto intense.
QUANDO PUÒ ENTRARE L’IPNOSI CLINICA
In alcune situazioni relazionali il problema non riguarda soltanto ciò che pensi.
L’attivazione può essere molto rapida e coinvolgere tensione, agitazione, urgenza, paura della distanza o difficoltà a restare in contatto con ciò che senti senza reagire immediatamente.
Quando è coerente con il bersaglio clinico, l’ipnosi può essere integrata nel percorso come uno degli strumenti di lavoro.
Può contribuire al lavoro su stati di forte attivazione, sulla regolazione e sulla possibilità di sperimentare modalità differenti di risposta.
Non viene utilizzata automaticamente in ogni seduta e non serve a “cancellare” una persona, un sentimento o un legame.
Viene scelta quando ha senso rispetto alla persona, al problema e alla fase del percorso.
L’IPNOSI NON DECIDE AL POSTO TUO. PUÒ AIUTARTI A LAVORARE SULLO STATO IN CUI DIVENTA PIÙ DIFFICILE SCEGLIERE
QUANDO PUÒ ESSERE UTILE LAVORARE SUGLI AUTOMATISMI RELAZIONALI
Questo percorso può essere preso in considerazione quando il problema principale non è soltanto ciò che pensi della relazione, ma il modo in cui reagisci quando aumenta la paura, la distanza o l’incertezza.
Può avere senso, per esempio, quando ti accorgi che continui a:
cercare rassicurazioni anche quando sai che durano poco;
controllare messaggi, accessi o segnali dell’altro;
scrivere o ricontattare proprio quando avevi deciso di aspettare;
fare fatica a mantenere un limite che avevi scelto;
vivere il silenzio o la distanza come qualcosa da risolvere immediatamente;
alternare bisogno di vicinanza, rabbia, chiusura e riavvicinamento;
ripetere dinamiche che riconosci, ma che nel momento critico diventano difficili da interrompere.
Non è necessario riconoscersi in un’etichetta come “dipendenza affettiva”.
Il punto di partenza può essere molto più semplice:
“So che questa reazione mi fa stare peggio, ma quando succede non riesco a fermarmi.”
QUANDO SERVE UNA VALUTAZIONE DIVERSA
Non tutte le difficoltà relazionali dipendono da automatismi individuali.
Quando sono presenti violenza, minacce, coercizione, controllo grave, stalking, rischio per la sicurezza o altre situazioni di particolare complessità, la priorità non è lavorare semplicemente sulla propria reazione emotiva.
In questi casi è necessario valutare la situazione in modo specifico e individuare gli interventi e le risorse più appropriati.
COME SI INIZIA IL PERCORSO RELAZIONI
Non devi arrivare sapendo se quello che vivi sia “dipendenza affettiva”, ansia relazionale o qualcos’altro.
Il primo incontro serve proprio a comprendere cosa sta succedendo, individuare il comportamento prioritario e valutare se il Percorso Relazioni del Metodo Punto di Rottura sia appropriato.
PRIMO COLLOQUIO
65 €
Ricostruiamo il problema, individuiamo la sequenza che tende a ripetersi e definiamo un possibile bersaglio di lavoro.
PERCORSO SPECIALISTICO PDR
150 €
Quando indicato, il percorso prosegue con un primo ciclo di cinque incontri specialistici focalizzati sul problema individuato.
Il lavoro può integrare colloquio psicologico, intervento sul comportamento, prescrizioni tra le sedute e, quando indicata, ipnosi clinica.
VERIFICA
5ª SEDUTA DEL CICLO
Durante la quinta seduta continuiamo il lavoro e verifichiamo ciò che è cambiato, ciò che rimane fragile e quale sia il passo successivo più appropriato.
Il primo colloquio è autonomo e non è compreso nel ciclo specialistico.
Il ciclo PDR di cinque incontri definisce una prima struttura di lavoro e non rappresenta una promessa di risoluzione del problema in cinque sedute
Ricevo in presenza a Carpi e Viareggio.
Chi sono
Dr. Matteo Pulega
PSICOLOGO DEL COMPORTAMENTO | IPNOSI CLINICA
Lavoro con persone che, nei momenti di maggiore pressione emotiva, si ritrovano a ripetere comportamenti che conoscono e comprendono, ma che diventano difficili da interrompere proprio quando conta.
Nelle relazioni questo può significare cercare continuamente rassicurazioni, controllare, ricontattare, cedere sui propri limiti oppure reagire in modo molto intenso alla distanza dell’altro.
Il mio lavoro si concentra sul passaggio tra ciò che la persona sente e la risposta automatica che tende ad attivarsi.
Ho sviluppato il Metodo Punto di Rottura per organizzare questo lavoro in modo focalizzato, integrando colloquio psicologico, intervento sul comportamento, prescrizioni operative e, quando indicata, ipnosi clinica.
- ISCRIZIONE ORDINE PSICOLOGI EMILIA-ROMAGNA N. 12679 A
- FORMAZIONE IN IPNOSI CLINICA NEO-ERICKSONIANA
- MASTER IN PSICOLOGIA DEL LAVORO E DELLE ORGANIZZAZIONI
- MASTER IN NUTRIZIONE CLINICA
- LAUREA IN ECONOMIA AZIENDALE
NON DEVI ASPETTARE DI STARE BENE PER RIUSCIRE A PRENDERE UNA DECISIONE DIVERSA
Se continui a riconoscere la stessa sequenza — distanza, dubbio, ansia, urgenza, ricerca dell’altro — il primo passo è capire dove quella sequenza comincia a prendere forza.
Non devi sapere in anticipo se si tratti di dipendenza affettiva, ansia relazionale o di un’altra difficoltà.
Il primo colloquio serve a comprendere il problema e a valutare quale lavoro sia più appropriato.