Ti scusi prima di esprimere un bisogno, ripensi a lungo a una critica oppure rinunci a dire ciò che vuoi per evitare un conflitto. La parola “autostima” può riunire molte esperienze diverse. Per lavorarci, serve capire in quali momenti ti giudichi e che cosa fai di conseguenza.
DALL’ETICHETTA ALL’EPISODIO
Nel colloquio possiamo partire da una conversazione recente. Quale frase ti ha colpito? Che cosa hai pensato di te? Hai cercato una conferma, evitato un confronto o accettato qualcosa che non volevi?
Questa ricostruzione aiuta a formulare obiettivi concreti: esprimere una preferenza, tollerare un disaccordo, chiedere chiarimenti o distinguere un errore da un giudizio globale sul proprio valore.
QUALE SPAZIO HA L’IPNOSI
Quando appropriata, posso integrare l’ipnosi nel lavoro psicologico. L’esperienza guidata viene collegata allo scopo concordato e alle situazioni che stiamo esplorando. Non si tratta di imporre una convinzione positiva o assicurare che la fiducia aumenti dopo un numero fisso di incontri.
Conta ciò che riesci a riconoscere e sperimentare anche fuori dalla seduta. Se un obiettivo è troppo ampio, lo rendiamo più preciso; se una modalità non è utile, la rivediamo.
IL CONTESTO CONTA
Quando ricevi svalutazioni ripetute, il lavoro non può limitarsi a chiederti di pensare meglio di te. Vanno considerate le relazioni, le richieste che ricevi e i confini che puoi porre. Riconoscere un comportamento lesivo è diverso dal sentirti responsabile di doverlo sopportare.
Non occorre diventare sempre sicuri o smettere di sentire il giudizio altrui. Un obiettivo possibile è avere più spazio per scegliere come rispondere, anche quando l’emozione è presente.
DA DOVE INIZIARE
Puoi portare al primo colloquio una situazione in cui senti di metterti da parte. La useremo per capire la domanda e valutare il percorso più adatto.
Trovi maggiori informazioni nella pagina Relazioni difficili e nella pagina Ipnosi clinica.
