reframing emotivo

Reframing emotivo: cambiare prospettiva senza negare ciò che provi

Una situazione e il significato che le attribuiamo possono diventare così vicini da sembrare la stessa cosa. Un messaggio senza risposta, per esempio, può trasformarsi subito nel pensiero “non conto nulla”. Da lì possono arrivare rabbia, paura o il bisogno di cercare conferme.

Il reframing è un modo di esplorare altre letture della situazione. Non serve a convincerti che vada tutto bene: serve a distinguere ciò che sai, ciò che immagini e ciò di cui hai bisogno.

PARTIRE DA UN EPISODIO

Nel lavoro psicologico possiamo riprendere una scena concreta: che cosa è accaduto, quale interpretazione è arrivata e che cosa hai fatto dopo. Poi valutiamo quali altri significati siano plausibili e quali azioni siano disponibili.

Nell’esempio del messaggio, una lettura alternativa non dimostra che l’altra persona sia interessata o affidabile. Può però aiutare a non trattare immediatamente una supposizione come un fatto. Restano da osservare il contesto, la continuità dei comportamenti e i tuoi confini.

IL RUOLO DELL’IPNOSI

Quando appropriata, l’ipnosi può accompagnare l’esplorazione di una situazione e delle risposte che vorresti sperimentare. Prima concordiamo lo scopo; dopo colleghiamo l’esperienza a ciò che accade nella vita quotidiana.

Le immagini o le sensazioni emerse durante una seduta non sono prove di eventi passati. Non uso il reframing per imporre una spiegazione nascosta alla tua storia o attribuire con certezza un problema a un ricordo.

QUANDO SERVE UN CONFINE

Se in una relazione ci sono svalutazione, controllo o violenza, cambiare prospettiva non significa trovare una giustificazione a ciò che subisci. La sicurezza e la possibilità di ricevere supporto vengono prima del tentativo di reagire diversamente.

Il lavoro può aiutarti a formulare una richiesta, riconoscere un limite o valutare una scelta con maggiore chiarezza. Per approfondire, visita la pagina Relazioni difficili.

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