Arrivare al lavoro senza energie, sentirsi distanti da ciò che si fa e avere la sensazione di non riuscire più a incidere meritano attenzione. Chiamare tutto “stress”, però, non aiuta sempre a capire di che cosa hai bisogno.
CHE COSA INDICA IL TERMINE
L’Organizzazione mondiale della sanità descrive il burnout nell’ICD-11 come un fenomeno legato allo stress cronico sul lavoro non gestito efficacemente. Le dimensioni indicate sono esaurimento delle energie, distanza mentale o cinismo verso il lavoro e ridotta efficacia professionale. In questa classificazione è un fenomeno occupazionale, non una condizione medica autonoma, e si riferisce specificamente al contesto lavorativo.
Questa descrizione non permette di fare una diagnosi leggendo un articolo. Stanchezza, difficoltà di sonno e perdita di interesse possono richiedere una valutazione più ampia.
GUARDARE ANCHE LE CONDIZIONI DI LAVORO
Nel colloquio è utile mettere a fuoco carichi, orari, possibilità di recupero, autonomia e relazioni professionali. Se le richieste sono insostenibili, non basta chiedere alla persona di organizzarsi meglio o di sopportare di più.
Possiamo lavorare su ciò che è modificabile: una richiesta da ridiscutere, un confine da formulare, un supporto da cercare. Alcuni cambiamenti richiedono anche un intervento nell’organizzazione.
PSICOLOGIA, COACHING E IPNOSI
La scelta del percorso dipende dal bisogno emerso. Una difficoltà organizzativa, una decisione professionale e un disagio psicologico significativo non si affrontano automaticamente nello stesso modo.
L’ipnosi, quando appropriata, può entrare nel lavoro individuale sulla tensione e sulle risposte emotive. Non sostituisce la valutazione del disagio né modifica da sola le condizioni di lavoro. Non è possibile promettere la risoluzione del burnout in un numero fisso di sedute.
Puoi conoscere il mio lavoro su ansia e stress e gli interventi rivolti alle aziende.
